XIII IA SUMMIT 2019

Essere comunità è condividere obiettivi e costruire assieme gli strumenti per raggiungerli.

Quali strumenti possiamo progettare per consentire alle persone di partecipare, conoscere e condividere la conoscenza in una comunità?
Come tenere insieme le esigenze di ogni individuo e della comunità nel suo complesso?
In che modo gli strumenti che progettiamo influenzeranno le informazioni, il loro significato e le persone?

In questo summit vogliamo riflettere insieme sulle competenze che come architetti dell’informazione dobbiamo acquisire o approfondire per rispondere a queste domande.
Ti unisci a noi?

Programma XIII IA Summit 2019

04 Ottobre - WORKSHOP & NETWORKING

8.30 – 9.00

REGISTRAZIONE

9.00 – 9.30

BENVENUTO

9.30 – 13.00

Serena Brenci Pallotta
Il counseling come metodo di design relazionale per generare benessere
Workshop 1

Il concetto di Human-Centered Design dovrebbe includere come presupposto base il riconoscimento dei bisogni più usualmente riscontrati dallo stesso architetto dell’informazione che si pone al servizio del processo di designing for people.
Con questo workshop utilizzeremo il modello metodologico del counseling ad indirizzo gestaltico integrato per volgere la nostra attenzione alla persona che usualmente si prende in carico le esigenze di funzionalità ed usabilità dei prodotti/servizi che progetta per altre persone.
Esploreremo con un approccio interattivo ed esperienziale come generare opportunità di motivazione ed engagement all’interno delle organizzazioni, a partire dai limiti emergenti.

9.30 – 13.00

Alessia Tosini, Marzia Battaglia, Mattia Mori
Storie da bar: spazi in evoluzione per l’integrazione sociale ed urbana
Workshop 2

Oggi più che mai le città cambiano velocemente, i quartieri si densificano e si svuotano, modificando la forma e le dinamiche sociali. Possono arricchirsi di storie e culture diverse, così come possono trasformarsi in vuoti urbani dove tutto sembra fermo ma tutto può succedere.
I caffè sono sempre stati luoghi di socializzazione, con un ruolo fondamentale ed insostituibile nella cultura italiana.
Sono luoghi con un enorme potenziale, che possono diventare veri e propri attivatori di comunità se trasformati ed evoluti con servizi ed iniziative.
Come possiamo fare in modo che questi luoghi diventino teatro di integrazione sociale ed urbana?
Questo workshop ci permetterà di immaginare scenari futuri per trasformare i caffè in luoghi interattivi, innovativi e sostenibili, in spazi pubblici e allo stesso tempo personali.
Lavoreremo su contesti emblematici, interagendo con uno spazio allestito ad hoc, hackerandolo e trasformandolo per generare molteplici idee e convergere in soluzioni integrate.

9.30 – 13.00

Questo workshop è SOLD OUT!

Luca Rosati con Andrea Resmini e Maria Cristina Lavazza
Card sorting per tutti. Il card sorting collaborativo
Workshop 3

Il card sorting collaborativo è una variante più veloce ed economica del card sorting tradizionale: si colloca fra i metodi “lean” dello user experience design, e è particolarmente adatto a contesti caratterizzati da rapido mutamento.
Instabilità e ritmi frenetici non appartengono più solo alle startup ma a molte aziende e organizzazioni. Per rispondere a questi scenari e coniugare qualità e tempi brevi, si può adottare una variante semplificata del card sorting: anziché far eseguire il compito a ogni soggetto separatamente, questo metodo fa collaborare fra loro più persone per giungere velocemente a un output condiviso.
Nel workshop sperimenteremo questa variante per riprogettare l’architettura informativa di un ambiente digitale e di uno cartaceo.
Luca Rosati sarà affiancato da tre moderatori d’eccezione:
Cristina Lavazza, Information architect & UX designer, Usertest/lab
Andrea Resmini, Information architect, Jönköping University
Gabriele De Gennaro, UX design team lead, Accenture

9.30 – 13.00

Questo workshop è SOLD OUT!

Matteo Roversi, Pietro Spagnolo
Designing Calm Technology: progettare per gli esseri umani
Workshop 4

Rispetto al passato ci sentiamo sempre più stressati e isolati per i continui input giornalieri. Oggi siamo nell’era dell’informazione e la tecnologia dovrebbe essere così ben integrata nelle nostre vite da essere praticamente impercettibile. La tecnologia aspira a tirar fuori il meglio dai dispositivi e dall’umanità. La prossima sfida dei “Designer” sarà di ri-pensare le relazioni fra Uomo & Tecnologia.
Come si possono progettare macchine e interfacce che aiutino, invece di distrarre? Il workshop esplora i Principi e UX-Pattern della “Calm Technology” per un design più vicino alle nostre esigenze quotidiane. È rivolto a Product Designer, Manager, Direttori Creativi e Sviluppatori. È consigliato l’uso di un laptop durante il workshop.

9.30 – 13.00

Questo workshop è SOLD OUT!

Simon Mastrangelo, Simone Lettieri, Emiliano Torres
The Rise of Remote Research: ricerca e valutazione con gli utenti nell’era digitale
Workshop 5

Il mondo degli UXer è passato attraverso una rivoluzione digitale che ha cambiato il modo in cui coinvolgiamo, osserviamo ed ascoltiamo gli utenti e gli altri stakeholder. Durante il workshop racconteremo e faremo vivere questo nuovo mondo della Remote Research dove i metodi “”tradizionali”” (es. osservazioni, interviste, test di usabilità) rinascono all’interno di strumenti digitali che, da un lato, velocizzano le varie fasi di lavorazione e, dall’altro, permettono di raggiungere persone provenienti da diverse aree geografiche.
Nella prima parte della sessione, i partecipanti acquisiranno una conoscenza di base rispetto ai principali metodi e strumenti per la ricerca remota e come questi vadano integrati all’interno di un processo Human-Centred Design. Nella seconda parte, invece, potranno fare esperienza in prima persona di un’attività di ricerca remota. Ogni partecipante dovrà portare il proprio computer (o tablet) per partecipare alle esercitazioni. Il workshop sarà tenuto con l’aiuto di Emiliano Torres e Simone Lettieri.

11.30 – 12.00

DESIGN BOOK CAFÈ
Durante la pausa caffè, nell’area Bar dell’Opificio, autori delle case editrici ospiti si confrontano su libri e tematiche legate all’architettura dell’informazione.
Modera Federico Badaloni.

13.00 – 14.00

PAUSA PRANZO

14.00 – 15.00

Alessandra Farabegoli
Il Freelancecamp: nascita ed evoluzione di una comunità che impara insieme
Networking 1

Nato nel 2012 come incontro organizzato on a shoestring da tre neo-freelance e professionisti di lungo corso, il Freelancecamp è diventato in breve uno spazio di confronto e crescita collettiva intorno a cui è cresciuta una community che impara, cresce insieme e genera relazioni personali e professionali. In parallelo all’evoluzione del progetto sono cambiati e cresciuti gli strumenti usati per gestire l’evento e la community stessa: ne parleremo insieme cercando sia di capire come la scelta degli strumenti abbia influenzato le dinamiche della community, sia di immaginare le possibilità future.

14.00 – 16.00

Questo networking è SOLD OUT!

Andrea Resmini con Luca Rosati
15 anni di architettura dell’informazione in Italia: una mappa per il futuro
Networking 2

Nel workshop collaboreremo alla progettazione di una guida – una pubblicazione che faccia il punto su 15 anni di architettura dell’informazione in Italia (nel 2005 si teneva a Roma il 1° summit italiano di architettura dell’informazione).
Non una mera pubblicazione celebrativa, ma una mappa che spieghi cosa significa fare architettura dell’informazione oggi, dove si impara, come evolve. Una roadmap, insomma che ripercorrendo il passato e riflettendo sul presente possa funzionare anche da bussola per capire il futuro.
E dato che Architecta è fatta di persone, è con i soci di Architecta che vogliamo affrontare questo progetto. Insieme, cercheremo di definire meglio gli obiettivi di questa guida, i suoi contenuti, la struttura.

15.30 – 16.00

DESIGN CAFÈ con IXDA
Un caffè con Niklas Mortensen, Interaction Design Association. Nata nel 2003, IxDA è diventata una rete di oltre 100.000 persone e 200 gruppi locali: “IxDA is the global community of people who share an interest in interaction design. We believe that the human condition is increasingly challenged by poor experiences. IxDA is committed to improving the human condition by advancing the discipline of Interaction Design.”

16.00 – 18.30

Simone Barni, Daniela Costantini, Francesca Marangoni.
Architecta e università: conversazioni, contaminazione e confronto
Networking 3

Come l’architettura dell’informazione può aiutare le università italiane a fare rete.
Più che un evento di networking, ci immergeremo in una vera e propria conversazione, finalizzata alla costruzione di una comunità universitaria trasversale agli atenei e verticale rispetto ai temi di AI e Human Centered Design.
Docenti di discipline del design centrato sull’utente, studenti interessati al tema del miglioramento dei servizi, professionisti di architettura dell’informazione e/o UX design attivi negli atenei: pur appartenendo a differenti categorie, vorremmo provare a mapparci, a condividere esperienze, a confrontarci su come stiamo provando a diffondere la cultura della AI e a esporre bisogni, sfide e criticità affrontate nel quotidiano. Obiettivi: stilare un’agenda di attività e temi da affrontare in un prossimo futuro.

16.00 – 18.30

Questo networking è SOLD OUT!

Debora Bottà
Dalle comunità locali a una comunità glocale del design
Networking 4

Nel territorio italiano sono presenti numerosi gruppi afferenti al mondo del design: nascono, crescono e, a volte, scompaiono. Seppur caratterizzati da forti differenze locali, sono tutti animati dai medesimi intenti: diffondere la cultura della buona progettazione, creare contatti e generare confronto per crescere insieme. Quanti sono e dove sono questi gruppi? Quali sono i loro obiettivi, bisogni e difficoltà? Quali forme di partecipazione, collaborazione e relazione potrebbero adottare per creare un’unica grande comunità in grado di preservare le specificità locali? In questa comunità quale ruolo potrebbe avere Architecta?
Il workshop ha come obiettivo quello di partire da dati per effettuare una mappatura delle realtà locali e costruire un’architettura delle relazioni in grado di rafforzare il loro ruolo nei territori di appartenenza. Questo laboratorio va considerato un primo momento di conoscenza e confronto per tracciare una direzione da intraprendere: la costruzione della comunità glocale dovrebbe proseguire con momenti di confronto periodici. La moderazione avverrà con l’aiuto di Vincenzo Di Maria ed Enrico Maioli.

05 Ottobre - CONFERENCE

8.30 – 8.50

REGISTRAZIONE

8.50 – 9.00

Luisa Carrada
La parola “Comunità”

9.00 – 10.00

Dan Ramsden e Simone Ferraro
Two heads are better than one
Talk

How do you make sure you’re developing as an individual practitioner and contributing to effective collaborations? In this talk we’ll explore how two sets of thinking – one looking outwards at situations and the other looking inward at your own practice results in more deliberate and intentional architecture and more effective collaboration and communities of practice. Dan will share models for framing situations and projects and introduce tools to describe and reflect on your practice. Simone will share his experiences of being embedded in teams of other disciplines and finding ways to contribute to the information architecture and other elements of the user experience.

10.00 – 10.30

Daniela Petrillo
Il design dei servizi per la sanità: cura o profilassi?
Caso di studio

Prevenire è meglio che curare, dicono.
Siamo nati ieri e solo oggi abbiamo l’abilità per muovere i nostri primi passi consapevoli in contesti complessi. Il settore sanitario, uno dei primi tra questi, ha un disperato bisogno di designer che intervengano a beneficio della moltitudine di attori che compongono il sistema.
Non è una missione impossibile, ma prima ancora dei post-it, dei pennarelli, dei prototipi, richiede la creazione di un sistema culturale attorno cui far convergere gli interessi dei decisori, richiede la forza di spezzare convinzioni radicate secondo cui alla conoscenza del business corrisponde la conoscenza dei bisogni dell’utente finale.
Il sistema sanitario italiano non ci permette ancora di avere risposte definitive e sicuramente verificate sul suo stato di salute, ma ci fornisce interessanti elementi su cui interrogarci e provare a progettare per curare i “sintomi” di oggi e prevenire i “dolori” domani.

10.30 – 11.30​

DESIGN BOOK CAFÈ
Durante la pausa caffè, nell’area Bar dell’Opificio, autori delle case editrici ospiti si confrontano su libri e tematiche legate all’architettura dell’informazione.
Modera Federico Badaloni.

11.30 – 12.00

Grazia Maremonti
Significato e organizzazione di un progetto di Digital HR
Caso di studio

“Customers will never love a company until the employees love it first” – Simon Sinek. Una Digital Transformation che renda l’azienda veramente in grado di cambiare nel tempo, seguendo e anticipando le dinamiche del mercato e il mutare costante dei bisogni dei clienti, non può prescindere dalle persone che formano l’azienda stessa: il cambiamento si ottiene prima di tutto lavorando con le persone e per le persone. Consideriamo il marketing: è da sempre la finestra aperta sul mondo dei clienti e dell’innovazione del prodotto ma ora deve rivolgere lo sguardo anche verso l’interno. L’ impresa sta diventando trasparente: le conversazioni tra mercati interni ed esterni diventano un tutt’uno,  le Risorse Umane diventano partner del processo di trasformazione digitale e coach per la creazione di una nuova cultura aziendale. Il progetto Digital HR di Poste italiane mira alla People Transformation di oltre 130.000 persone partendo proprio dall’area HR: cultura della Customer Centricity e dell’Esperienza, nuovi skill, metodi d’innovazione, agilità in tutte le aree chiave aziendali, nuovi servizi digitali per i colleghi, nuovi employee journey e approcci al lavoro. Al centro della scena del progetto Digital HR ci sono le persone pronte a lanciare segnali che una grande organizzazione deve saper cogliere sempre. Una grande sfida.

12.00 – 13.00

Raffaele Boiano
Da human a humanity centered design: comunità, culture e conflitto
Talk

La crisi del concetto di cultura ha attraversato tutta l’antropologia del ‘900. Insieme alla pluralizzazione del concetto di cultura è mutato di conseguenza anche il concetto di appartenenza, teorizzato dagli studi della scuola di Francoforte sulle “”cerchie sociali”” (Wechselwirkung, George Simmel, 1917).
Il talk vuole discutere 3 domande:
Possiamo identificare i confini di appartenenza a una specifica comunità?
I consumatori che adorano un prodotto o un servizio o che discutono un argomento online (Howard Rheingold, 1986) sono una comunità?
Che cosa cambia se il nostro intento come progettisti è occuparci di una comunità o dell’intera umanità?
In conclusione verrà introdotto il concetto di conflitto come necessità per rendere trasparente il nostro punto di vista quando vogliamo consapevolmente abilitare il cambiamento.

13.00 – 13.30

Giovanna Di Vito, Biagio Di Micco, Giancarlo Cocchi
Alitalia Connect: l’esperienza delle Community B2B per creare valore, evolvere e trasformare
Caso di studio

L’area Business di Alitalia ha iniziato dalla fine del 2017 un percorso che ha portato a definire un piano strategico di trasformazione basato su quattro step fondamentali: immagina-coinvolgi-trasforma-ottimizza. I pilastri del piano sono le persone e la tecnologia (sistemi, processi e governance). Salesforce è stato essenziale per supportare la trasformazione. Con il progetto Sales Transformation Journey, Alitalia ha adottato un nuovo CRM per supportare i processi di vendita, unificare i processi di governance interna e migliorare la gestione e la comunicazione con agenzie, aziende e PMI – evolvendo da una piattaforma interna ad una comunità esterna, aperta ai clienti B2B. Alitalia Connect ci permette di guidare la trasformazione, creando un nuovo modello di lavoro e organizzazione, e creando un “work place” qualificato con i nostri partner. La Community è stata disegnata basandosi su un nuovo modo di collaborare: internamente, una governance dedicata per acquisire e costruire valore insieme; esternamente, una piattaforma connessa e self service.

13.30 – 14.30

PAUSA PRANZO

14.30 – 15.00

Cosmano Lombardo
La comunità del WMF, il Festival sull’Innovazione Digitale e Sociale
Caso di studio

Il Web Marketing Festival è nato per rispondere all’esigenza di formazione e aggiornamento per i professionisti del Digitale. Di qui, lo sviluppo del settore e la condivisione di valori quali l’attenzione verso un impiego positivo delle nuove tecnologie, hanno reso il WMF tanto un acceleratore del processo di innovazione del Paese, quanto uno strumento di costruzione sociale. Il WMF diventa così una comunità estesa dove competenze e conoscenze vengono a messe a disposizione della società, per individuare soluzioni innovative in grado di generare un impatto positivo e concreto.

15.00 – 15.30

Claudio Celeghin
Comunità concentriche e servizi al cittadino: cosa offre AGID
Talk

Designer, cittadini, pubbliche amministrazioni e istituzioni europee sono comunità complesse, caratterizzate da dinamiche articolate e da interazioni a volte molto strutturate. In questo contesto, i ‘bravi’ progettisti coinvolgono le diverse tipologie di utenti che compongono le comunità, al fine di innescare un processo di costante revisione e miglioramento dei servizi erogati. Quali metodologie e quali strumenti offre l’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) a supporto di queste comunità concentriche? Entro il 2019 AGID pubblicherà le linee guida sulla realizzazione dei siti web e delle app della Pubblica Amministrazione a supporto degli amministratori pubblici, le linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici, una piattaforma open source per le rilevazioni delle statistiche web. Il tutto con uno sguardo all’Europa: sta inoltre coordinando, insieme ad altre istituzioni italiane ed europee, l’implementazione nazionale del Single Digital Gateway a favore del cittadino europeo.

15.30 – 16.00

Chiara De Angelis
La progettazione funzionale al servizio di una comunità
Caso di studio

Abbiamo fatto ricerca sugli utenti, raccolto e analizzato i loro bisogni, e adesso dobbiamo progettare. Abbiamo un report di ricerca in una mano e una penna nell’altra e vogliamo iniziare a disegnare, buttare giù un’architettura dell’informazione, mappare, produrre user stories. La progettazione funzionale è un nuovo metodo collaborativo tra team di progetto e stakeholders che entra in gioco subito dopo la fase di ricerca, prima di definire l’architettura e l’aspetto fenomenico del servizio o prodotto. Serve a stabilire le funzioni che il sistema dovrà svolgere per rispondere ai bisogni degli utenti, aiuta a definire le entità, la loro struttura e il loro criterio di classificazione e permette di basare il wireframing su forti razionali condivisi. Lo abbiamo usato per ripensare completamente identità, content strategy e offerta commerciale di una grande azienda di editoria scolastica, mettendo la comunità dei docenti al centro della progettazione.

16.00 – 17.00​

DESIGN BOOK CAFÈ
Durante la pausa caffè, nell’area Bar dell’Opificio, autori delle case editrici ospiti si confrontano su libri e tematiche legate all’architettura dell’informazione.
Modera Federico Badaloni.

17.00 – 17.30

Giacomo Mason
L’architettura informativa nei luoghi di lavoro
Talk

Nelle organizzazioni girano tantissimi contenuti: policy, presentazioni, manuali, avvisi, listini, FAQ, schede tecniche e così via. Materiali spesso organizzati in fretta e con criteri approssimativi, complici le routine e le abitudini aziendali. Ad un certo punto, bisogna andare oltre le classiche cartelle di rete o la divisione per dipartimenti aziendali per eliminare il tanto, troppo “rumore di fondo”.
Il talk racconta i sei principi che guidano l’architettura informativa dei sistemi informativi aziendali di nuova generazione (scalabilità, chiarezza, coerenza, modularità, visibilità, pertinenza), i pattern di successo e i metodi da adottare per coinvolgere e accontentare le persone più esigenti che esistano: i nostri colleghi.

17.30 – 18.00

Raffaella Roviglioni
Il lean design al servizio degli agricoltori africani
Caso di studio

Grazie a una Hackathon umanitaria finanziata dal governo belga, il World Food Programme ha portato avanti uno sprint di design agile con l’obiettivo di rilasciare un modulo di un’app dedicata alla formazione dei piccoli agricoltori (Smallholder farmers) in Africa. Fifth Beat è stata chiamata a coordinare il team di volontari coinvolti e a dirigere le attività di design. Tramite interviste remote e la validazione veloce in campo, abbiamo incorporato la ricerca lean nello sprint, individuato un caso d’uso circoscritto ma altamente strategico da progettare e infine prodotto in tempi record un prototipo di carta che abbiamo poi testato con gli agricoltori e gli altri utenti sul campo in Kenya. Racconterò questa storia mostrando un video realizzato nel corso dello sprint, dove sono tutti i protagonisti a descriverne ciascuno un pezzetto.

18.00 – 18.30

Chiusura Architecta

Sostenitori

Il Summit è stato possibile grazie al sostegno di

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